Il mondo della pallavolo bergamasca piange Stefania Corna, morta a soli 35 anni dopo una malattia. Una notizia che colpisce profondamente l’ambiente del volley, nel quale la giocatrice aveva costruito un lungo percorso iniziato nel settore giovanile di Bergamo e proseguito attraverso numerose esperienze nei campionati italiani.
Palleggiatrice di formazione, Corna aveva mosso i primi passi nella Foppapedretti Bergamo, crescendo in uno dei vivai più importanti della pallavolo italiana. Nel corso della carriera era riuscita ad arrivare fino ai palazzetti della Serie A1 e della Serie A2, indossando le maglie di diverse società.
La sua storia sportiva non si era però limitata ai massimi campionati. Negli anni successivi aveva continuato a giocare anche nelle categorie inferiori, arrivando inoltre a modificare il proprio ruolo in campo e mettendo a disposizione delle squadre la propria esperienza.
Dalla Foppapedretti ai campionati di Serie A
Il percorso pallavolistico di Stefania Corna era cominciato a Bergamo, all’interno del settore giovanile della Foppapedretti. Da lì era partita una carriera che l’avrebbe portata a confrontarsi con differenti realtà del volley nazionale.
Tra le società nelle quali aveva giocato figurano Milano, Parma, Pavia, Giaveno, Casalmaggiore, Montichiari e Scandicci.
Esperienze maturate tra Serie A1 e A2 che le avevano permesso di conoscere ambienti e campionati differenti, continuando il percorso iniziato nella sua provincia.
Corna aveva costruito la propria carriera principalmente come palleggiatrice. Con il passare degli anni, tuttavia, aveva dimostrato anche una notevole capacità di adattamento.
Dal ruolo di palleggiatrice a quello di centrale
Con i suoi 192 centimetri di altezza, Stefania Corna aveva infatti avuto la possibilità di reinventarsi sul terreno di gioco.
Dopo essere cresciuta e aver disputato gran parte della propria carriera come palleggiatrice, aveva giocato anche nel ruolo di centrale. Una trasformazione che le aveva consentito di continuare a mettere le proprie caratteristiche fisiche e tecniche al servizio delle squadre nelle quali aveva militato.
La pallavolo era rimasta una presenza importante nella sua vita anche dopo le esperienze nei principali campionati nazionali.
Tra le società delle categorie successive nelle quali aveva giocato c’era stata anche la Cbl Costa Volpino, mantenendo così un legame diretto con il territorio bergamasco.
Il suo percorso racconta quindi una lunga esperienza nel volley, passata attraverso società, categorie e ruoli differenti.
Il legame con il mondo della pallavolo
La notizia della morte a soli 35 anni assume un significato ancora più doloroso per un ambiente che aveva accompagnato gran parte della vita di Corna.
Il rapporto con la pallavolo riguardava anche la sua famiglia. Il marito Alejandro Rico Gonzalez è a sua volta un pallavolista professionista.
Stefania Corna lascia, oltre al marito, la mamma Claudia, il papà Stefano e il fratello Attilio.
La sua scomparsa interrompe prematuramente una storia personale e sportiva che aveva avuto proprio nel volley uno dei principali fili conduttori, dagli anni della formazione a Bergamo fino alle successive esperienze in giro per l’Italia.
Il funerale a Boltiere
L’ultimo saluto a Stefania Corna è stato fissato per venerdì 9 ottobre alle ore 10, come indicato nel necrologio.
Il funerale sarà celebrato nella chiesa di San Giorgio a Boltiere, dove familiari, amici e persone che l’hanno conosciuta potranno riunirsi per salutarla.
Foto: Bergamorossoblu.com
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